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Emergenza polveri sottili dal riscaldamento a legna

 

Poca informazione e tante fake news

 

 Legambiente, Kyoto Club, Aiel: ad inquinare sono gli apparecchi obsoleti, non i nuovi che abbattono le emissioni dell’80%.

Il conto termico che finanzia la rottamazione è utilizzato solo per il 30%

 


 

Ma qual è la verità? Ad inquinare non sono le biomasse legnose, ma l’uso ancora troppo diffuso di apparecchi vecchi e inquinanti” spiega Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club, che denuncia: "dobbiamo smetterla con le solite fake news e far sapere invece qual è la realtà delle cose e soprattutto cosa bisogna fare. Innanzitutto sostituire i vecchi apparecchi con quelli di nuova generazione che abbattono le emissioni fino all’80 per cento, un’enormità". Le cifre parlano di quasi il 60% di stufe a legna o pellet con oltre cinque anni e il 18% con più di dieci anni. "Sono anni in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante - aggiunge Marino Berton, coordinatore dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali, che sottolinea. "lo dimostra il fatto che, quando per l’emergenza smog vengono posti dei limiti agli impianti di riscaldamento, non riguardano mai quelli di nuova generazione". Bisogna capire quindi che rottamare le vecchie stufe a legna e pellet è fondamentale nella lotta all’inquinamento, è come passare da un’auto Euro 0 a un’auto euro 6”.  

Una prova evidente di questo effetto sono i dati elaborati da ARPA Lombardia la quale ha evidenziato che nell’arco di 8 anni, dal 2008 al 2015, il numero degli apparecchi a biomasse della regione è rimasto sostanzialmente uguale mentre le emissioni di PM si sono ridotte di circa il 30% per effetto del turnover tecnologico. Per favorire questa sostituzione esiste il Conto Termico, che rimborsa ai cittadini fino al 65% delle spese.  Non si tratta di una detrazione ma di un versamento sul conto corrente entro tre o quattro mesi, eppure viene usato poco perché non è conosciuto, e così nel 2019 solo il 32% dei fondi a disposizione è stato utilizzato dai cittadini. Perfino la Pubblica Amministrazione ha lasciato nel cassetto il 70% degli incentivi del Conto Termico che aveva a disposizione. 
“Investire nell’innovazione è indispensabile per combattere sia l’inquinamento che il cambiamento climatico”, sottolinea Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, precisando che “sono due facce della stessa medaglia”.  “La sostituzione di energie fossili con energie rinnovabili come le biomasse legnose è e resta una scelta irreversibile”, aggiunge, “ci sono tutte le possibilità di affrontare i problemi, ma serve un’accelerazione degli investimenti e una maggiore consapevolezza da parte di tutti”. Anche i comportamenti sono importanti, rispetto all’uso di legna e pellet, per esempio, accanto alla rottamazione dei vecchi apparecchi devono esserci una corretta installazione, una manutenzione responsabile e l’uso di combustibili certificati. Tutto questo però bisogna farlo sapere. In sostanza ci sono le tecnologie, ci sono i fondi, ma manca la corretta informazione, tassello fondamentale per ogni lotta all’inquinamento e all’emergenza climatica. E quando non c’è informazione imperano le fake news. 
Articolo pubblicato su "LA STAMPA"  inserto TUTTOGREEn del 21 gennaio 2020