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14 230x230 Conto termico 3.0 UNITOCONTO TERMICO 3.0 - CALDAIE A BIOMASSE

QUADRO NORMATIVO E FONDI DISPONIBILI DEL GSE PE RIL CONTO 3.0

Il Conto Termico 3.0 è il meccanismo d'incentivazione statale, gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che gestisce gli incentivi per le energie rinnovabili, il fotovoltaico, le comunità e l’efficienza energetica e ne controlla ed eroga i fondi messi a disposizione dallo Stato. L'importo complessivo messo a disposizione ammonta a € 900 mln annui, e viene suddiviso tra Soggetti Privati e Pubblica Amministrazione. Più precisamente:
  • € 500mln sono riservati ai Soggetti Privati (famiglie e condomini) e alle Imprese, nello specifico € 150 mln sono esclusivamente riservati agli interventi per le aziende
  • € 400mln sono riservati alla Pubblica Amministrazione (scuole, ospedali, uffici comunali), dei quali € 20mln sono disponibili per finanziare le diagnosi energetiche e la stesura dei documenti delle caratteristiche energetiche (Certificato APE).

I contributi vengono erogati in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande ed è possibile controllare lo stato dei fondi ancora disponibili direttamente sul sito del GSE.

Nel caso delle caldaie a biomassa (pellet, legna o cippato), l'incentivo non consiste in una detrazione fiscale, bensì in un contributo a fondo perduto che viene accreditato direttamente sul conto corrente del richiedente. L'incentivo può arrivare a coprire al massimo il 65% delle spese ammissibili e viene erogato in un'unica rata, se l'importo totale è pari o inferiore a 15.000,00 €, oppure in rate annuali costanti e di uguale importo da 2 a 5 anni per cifre superiori.

I riferimenti normativi descritti per il Conto Termico 3.0 derivano principalmente dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025, all'interno della quale è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 7 agosto 2025 del Ministero dell'Ambiente, entrato in vigore il 25 dicembre 2025 ed ha aggiornato e sostituito la precedente disciplina del "Conto Termico 2.0" (regolata dal vecchio D.M. 16 febbraio 2016). A completamento del quadro normativo, si fa anche riferimento alle Regole Applicative del GSE approvate il 19 dicembre 2025, che contengono le formule, le tabelle di calcolo specifiche, quali: tipologie d’intervento, zone climatiche, i nuovi limiti delle emissioni inquinanti e i massimali di spesa per le caldaie a biomassa.

REQUISITI TECNICI E OBBLIGHI GSE: caratteristiche richieste alla caldaia.

Per ottenere il contributo a fondo perduto del Conto Termico 3.0, il GSE richiede il rispetto di regole tecniche molto rigide: la nuova caldaia a biomassa e il relativo impianto devono soddisfare requisiti ambientali e strutturali ben precisi. Se si sta pianificando un acquisto, ecco i tre requisiti fondamentali da verificare:

  • Certificazione Ambientale a 5 Stelle (D.M. 186/2017). Questo è il requisito più importante in assoluto. Il nuovo generatore di calore, che sia una caldaia a pellet, a legna o una caldaia combinata, deve tassativamente possedere la certificazione ambientale a 5 stelle. Questa classificazione garantisce che la macchina rispetti i limiti europei più severi in termini di emissioni di particolato (polveri sottili) e rendimento termico. Ormai quasi tutti i modelli sul mercato sono progettati in funzione di questi parametri anche se, a onor del vero, soddisfare i limiti di legge non sempre coincide con reali criteri di alta qualità costruttiva del prodotto. Se si è interessati ai modelli che sul nostro sito si adattano perfettamente ai requisiti del Conto Termico 3.0, si possono consultare le schede tecniche allegate:
  • L'obbligo di abbinare un accumulatore termico inerziale (puffer). L'installazione di una caldaia a biomassa per il riscaldamento idronico (sia che utilizzi radiatori classici o un impianto a pavimento radiante) richiede tassativamente l'integrazione di un puffer. Il GSE impone una capacità minima di stoccaggio pari ad almeno 20 litri per ogni kW di potenza della caldaia installata.Nota tecnica specialistica: secondo la nostra esperienza sul campo, questo volume d'accumulo minimo richiesto dalla legge non è sempre sufficiente a garantire l'ottimizzazione ideale della combustione. Per rendere il sistema davvero performante e ridurre considerevolmente consumi ed emissioni, spesso serve un dimensionamento più generoso. Per approfondire la scelta e il corretto dimensionamento dell'accumulo, leggi le nostre guide:
  • Regola della Sostituzione: valido solo per la sostituzione della caldaia, non per quelle nuove. Il Conto Termico nasce con l'obiettivo specifico di rottamare il vecchio parco macchine italiano, ormai obsoleto e inquinante. Per questa ragione, l'incentivo è riservato esclusivamente alla sostituzione di un vecchio generatore con uno nuovo più performante. Per accedere al bonus si possono sostituire:
    • vecchie caldaie o termo stufe a biomassa (legna, pellet e cippato)
    • vecchi impianti alimentati a gasolio, a carbone o a olio combustibile
    • nel caso del metano e/o del GPL, il passaggio da un impianto a metano o GPL alla biomassa è consentito solo se l'edificio si trova in una zona non metanizzata o se l'intervento interessa un'azienda agricola. Data la complessità burocratica di questa specifica opzione, consigliamo sempre di affidarsi a un tecnico qualificato e abilitato per lo sbrigo della pratica GSE.
CALCOLO INCENTIVO CONTO TERMICO 3.0.
Una delle domande più ricorrenti riguarda il calcolo dell'importo del contributo erogato dal GSE. L'errore più comune è quello di pensare che gli importi pubblicizzati su volantini o siti web siano quelli che si possono incassare a prescindere sotto forma di "massimo contributo erogabile o similari" sia l'importo che si può ottenere. che basta calcolare il 65% della fattura per definire il contributo, si sbaglia perché la cosa è un po’ più complessa, anche se niente di difficile, basta capire le regole applicative.
Il Conto Termico non calcola la percentuale fissa sulla spesa, ma utilizza un algoritmo matematico basato sulle prestazioni reali della caldaia e sulla Zona climatica (si riferisce alla zona geografica) in cui è ubicato il fabbricato in questione.
La formula ufficiale utilizzata dal GSE per calcolare l'incentivo totale per le caldaie a biomassa è la seguente:  

I tot = Pn • href • Ci • Ce • Na

Legenda dei fattori:

I tot (Incentivo totale): l'importo complessivo espresso in Euro, rappresenta la somma delle rate annue previste dal Decreto. 
Pn (Potenza termica nominale): la potenza termica della caldaia espressa in kW, così come riportata sull'etichetta del prodotto e sulla scheda tecnica del produttore.ref (Ore equivalenti di funzionamento): un valore fisso stabilito in base alla Fascia Climatica del Comune in cui si trova l'immobile. Le ore variano progressivamente dalle zone più calde (fascia A = 650h/anno), a quelle più fredde (fascia F = 1800h/anno). Vedi tabella 11 a seguire.
Ci (Coefficiente di valorizzazione): espresso in €/kWh, varia in base all'efficienza, alla potenza nominale e alla tipologia di generatore (caldaia, termo camino o stufa a legna/pellet). Vedi tabella 10 a seguire.
Ce (Coefficiente premiante): moltiplicatore introdotto per incentivare l’uso di impianti meno inquinati. Viene calcolato in base al particolato primario (PP) dichiarato nella certificazione ambientale: meno polveri emettono i fumi più alto sarà il coefficiente e di conseguenza maggiore l'incentivo. Vedi tabella 12 a seguire.
Na (Numero di annualità): indica il numero di anni in cui viene distribuito l'incentivo complessivo. Vedi estratto tabella n.1 a seguire:
  • 2 anni: per generatori con potenza nominale ≤ 35 kW (inferiore o uguale ai 35kW)
  • 5 anni: per impianti con potenza nominale > 35kW (maggiore di 35kW) e ≤ 2.000kW
IMPORTANTE: se l’incentivo totale (I tot) è inferiore o uguale a € 15.000,00, il GSE lo erogherà in un’unica soluzione, anziché in 2 o 5 rate annuali.
 
 
TABELLE DI RIFERIMENTO CONTO TERMICO 3.0
 
 
Tipologia di intervento   Durata incentivo (anni)
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamenteo delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti o pe rl aproduzione di energia termica per processi produttivi p immissione in reti di teleriscaldnamento e tele raffreddamento con impianti dic limatizzazione invernale dotati di egenratore di calore alimentato da biomassa, compresi sistemimibridi o bivalenti a pompa di calore, con potenza termica nominale al focolare ≤ 35 kW (inferiore o uguale ai 35kW)   2
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamenteo delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti o pe rl aproduzione di energia termica per processi produttivi p immissione in reti di teleriscaldnamento e tele raffreddamento con impianti dic limatizzazione invernale dotati di egenratore di calore alimentato da biomassa, compresi sistemimibridi o bivalenti a pompa di calore, con potenza termica nominale al focolare > 35kW (maggiore di 35kW) e ≤ 2.000kW (uguale o inferiore  2.000kw)   5
Estratto dalla Tabella 1 - Durata dell'incentivo in relazione alla tipologia di intervento
 
 
Tipologia di intervento  
Ci per impianti con potenza termica nominale
≤ 35kWt (€/kWht)
 
Ci per impianti con potenza termica nominale > 35kW
e ≤ 500kWt (€/kWht)
 
Ci per impianti con potenza termica nominale
> 500kWt (€/kWht)
Caldaie a biomassa   0,060   0.025   0,020
Termocamini e stufe a legna   0,045   -   -
Termocamini e stufe apellet   0,055   -   -
Tabella 10 - Coefficienti di valorizzazione dell'energia termica prodotta da impianti a biomassa
 
 
Zona climatica   Ore di funzionamento hr
A   600
B   850
C   1100
D   1400
E   1700
F   1800
Tabella 11 - Ore di funzionamento stimate in relazione alla zona climatica di appartenenza
 
 

Riduzione % delle emissioni di Particolato Primario rispetto ai valori previsti dal DM 186/2017 per la classe 5 stelle

  Ce
Fino al 20% compreso   1,0
Dal 20% al %0% compreso   1,2
Superiore al 50%   1,5
Tabella 12 - Coefficiente moltipliocativo Ce applicabile ai generatori di calore alimentati a biomassa con potenza ≤ 500kW, in relazione ai livelli di emissione di particolato primario