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Logo essiccazione della legnaLEGNA DA ARDERE: LA PREPARAZIONE

Per avere una combustione ottimale è basilare avere della legna ben stagionata con una ridotta umidità. Per far perdere progressivamente l’umidità il legno viene conservato all’aperto, al riparo dalla pioggia, fino al raggiungimento dell’umidità ambientale d’equilibrio. Normalmente un'essiccazione

media ottimale per la legna da ardere è di due anni o meglio quando l’umidità raggiuge meno del 20%.

Abbattimento dell'albero

Un buon processo di stagionatura inizia dal periodo in cui si abbatte l’albero, un tempo questo meccanismo era noto e veniva rispettato, si sapeva dell’importanza delle stagioni e in particolar modo dell’influenza delle fasi lunari. La regola diceva che la si doveva tagliare in ottobre, nel primo quarto di luna crescente, nei primi sette giorni dunque dopo la luna nuova di ottobre.
Più in generale si può affermare che la legna da ardere andrebbe tagliata dopo il solstizio d’inverno in luna calante, cioè quando inizia l’inverno e le giornate incominciano ad allungarsi (giorno in cui la durata delle ore diurne è minima e quella delle ore notturne massima), cioè il 21 dicembre.
Nonostante ciò non esiste una luna migliore in assoluto per il taglio di alberi destinati alla combustione, ma questo dipende dall’essenza della legna e dall’utilizzo che se ne vuole fare, più specificatamente:Catasta di legna coperta in spacconi da 100cm

  • la legna da camino andrebbe abbattuta in luna calante fino al mese di febbraioo e non nello stesso periodo della legna impiegata in altri tipi di generatori di calore. La tipologia di questa combustione richiede una fiamma abbastanza voluminosa e vivace, altrimenti non riesce a svilupparsi soddisfacentemente in un ambiente a camera aperta e dove l’aria comburente è convogliata e prelevata alla base del fuoco
  • La legna da stufa andrebbe abbattuta in luna crescente poiché in fase di luna crescente il legno è maggiormente irrorato di linfa la quale con il taglio si libera velocemente lasciando le fibre vuote e questo consente una buona resa combustiva anche in condizioni di scarsa ventilazione come all'interno di una stufa tradizionale
  • la legna da caldaia ha bisogno di avere una grande resa calorica e questa prerogativa si ottiene tagliando a novembre, febbraio o l'ultima decade di marzo, sempre nel rispetto delle fasi lunari.

Essiccazione

A prescindere dal periodo di abbattimento dell’albero il legno presenta comunque un contenuto d’acqua abbastanza elevato che varia in base all’essenza.  Dato per scontato che è innegabile l’utilizzo di legna che abbia un basso indice d’umidità è importante di conseguenza eseguire una buona essicazione, indicativamente è consentita un’umidità massima del 25%, anche se è consigliata che sia inferiore al 20%.
La riduzione del contenuto d’acqua nella legna da ardere avviene in due fasi:

  • la prima lasciando i tronchi accatastati all’aperto per circa un anno. Sarebbe opportuno coprirli superiormente con un telo o delle lamiere, lasciando liberi i fianchi in modo che l’aria possa circolare liberamente. Ancor meglio sarebbe ridurre i tronchi in spacconi da 1 metro, l’essiccazione sarebbe più rapida
  • la seconda stagionatura avviene dopo quando la legna viene ridotta in ciocchi.

Il processo d’essiccazione è influenzato da diversi fattori ambientali:

  • calore: in base alla temperatura dell’aria l’evaporazione dell’acqua è più o meno veloce
  • umidità relativa: determina la capacità di essicazione, la temperatura dell’aria è inversamente proporzionale all’umidità relativa dell’aria. All’aumentare della temperatura diminuisce l’umidità relativa
  • moto dell’aria: il movimento dell’aria, meglio se calda, asciuga più velocemente i pezzi di legna in quanto l’evaporazione dell’acqua superficiale viene velocizzata e questo permette a quella contenuta negli strati più interni di affiorare più velocemente per capillarità ed a sua volta di evaporare

Catasta di legna con testate incrociatePer avere una buona essicazione è opportuno seguire alcune regole auree:

  • non posizionare la legna spaccata direttamente sul pavimento, ma leggermente sollevata da terra. Quest’accortezza permette la circolazione dell’aria ed evita il contatto con il pavimento che potrebbe essere umido. Una soluzione potrebbe essere quella di posizionare la catasta su dei pallet o su delle stanghe di legno perpendicolari ai ciocchi
  • non addossare la legna alla parete posteriore del deposito, ma lasciare uno spazio di circa 10cm in modo da creare un’intercapedine ventilata
  • dare stabilità alla catasta intercalando ogni tanto dei pezzi di legna che siano a contatto con la parete posteriore del deposito o con la pila precedente
  • legare le varie pile tra di loro con dei pezzi di legno posti a cavallo delle stesse
  • incrociare i ciocchi di legno nelle zone di testata per conferire stabilità alla struttura. Per una maggiore sicurezza ed evitare eventuali cedimenti laterali si può interporre ad ogni metro d’altezza delle assicelle o degli spezzoni di lunghezza 100/150cm